
gli orli delle nuvole contro il finestrino
la mappa della città disegnata sulla tua faccia nel letto la domenica mattina
la pasta fatta in casa
il burro salato marito della marmellata di albicocche
il notre dame, personale riferimento da e per ogni direzione
le strade, le baguette, le attese e le gambe consumate
la cognizione del tempo persa arrivando a far finire i pomeriggi alle nove di sera
il pic-nic nel prato, il canale dove si gioca a bocce e la senna con le rive piene di ragazzi, di musica improvvisata, di bottiglie che si passano, di mani che si prendono e labbra che si mangiano
il mont martre, le salite, il suo maghreb di contorno e il gioco del prestami un dito che ti faccio un braccialetto
i musei, fortini dove prendono vita le pagine dei libri d’arte
il letto di marie antoniette e i racconti che mi sono costruita negli occhi girando per versailles e il parco
i macarones
la vocazione anti-metro
certi tramonti che colano d’arancione
la sensazione d’aver lasciato indietro un sacco di cose che aspettano la mia prossima volta a parigi.